Tabacco e Tabacchine

A Vetralla, si svolgevano solo le prime due fasi del ciclo di produzione del tabacco: la fase agricola e quella premanifatturiera. A Vetralla gli opifici destinati alla lavorazione premanifatturiera del tabacco erano due, rimasti attivi fino alla metà circa degli anni ’60: lo stabilimento in Via Blera a Cura (dove ora si trova un supermercato), avviato nel 1950 e quello di Via della Madonna del Lauro (dove è stata impiantata in seguito una falegnameria, ora dismessa) fondato nel 1954.

Il lavoro in queste strutture era appannaggio delle donne, considerate più idonee e adatte alla selezione delle foglie del tabacco; provenivano da tutte le frazioni di Vetralla e spesso le tabacchine erano legate tra loro da rapporti di parentela. L’età minima per essere assunte era di quindici anni e generalmente le più giovani rivestivano la mansione di cernitrice. Essendo un lavoro stagionale le tabacchine venivano assunte con un contratto a tempo determinato e non avevano la garanzia della riassunzione nella stagione successiva.

Il lavoro veniva svolto a catena e ogni reparto si occupava di una fase del processo di premanifattura; i passaggi della lavorazione erano sincronizzati e le relative mansioni rivestite dalle lavoratrici erano ben definite: la cernita, la raffinazione e classificazione del tabacco, la pressatura e l’imballaggio, l’immagazzinamento, l’essiccazione. La disciplina negli stabilimenti era rigida e se il regolamento non veniva rispettato si rischiavano multe o sospensioni dal lavoro.

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