Sposalizio dell’albero

Lo “Sposalizio dell’albero” è una tradizionale festa, che ogni 8 maggio si svolge, da circa sei secoli, sul Monte Fogliano ed è nata dalla necessità del popolo vetrallese di affermare il possesso della selva del Fogliano.

Nella notte dei tempi si sollevarono controversie tra Viterbo, che cercava di annettersi il ricco bosco, facente parte della Selva dei monti Cimini ed il popolo di Vetralla che l’abitava.

Dall’archivio comunale sono giunti a noi documenti che comprovano il possesso del bosco da parte dei vetrallesi sin dal 1360 e che nella ricorrenza di S. Michele Arcangelo essi ne riconfermavano tutti i diritti di proprietà. Certamente questi documenti dovettero avere il loro peso se, dopo alterne vicende giudiziarie, il papa Eugenio IV con bolla “Exigit” del 17 febbraio 1432 donò definitivamente il Monte Fogliano a Vetralla. Nonostante quest’importante documento la tradizionale manifestazione fu continuata tutti gli anni, l’8 maggio, fino ai nostri giorni.

Questa ricorrenza era festeggiata da tutto il popolo, il quale seguiva il corteo dei Priori e di tutte le autorità dell’epoca fino al luogo stabilito. Ed ivi giunti il Castaldo, percorrendo in varie direzioni la selva, prendeva manciate di terra e le gettava al vento, coglieva i fiori, sradicava teneri arboscelli, come è permesso fare a chi è padrone assoluto delle cose. Al ritorno offriva ai Priori un piccolo alberello ornato di fiori silvestri; dopo di che veniva stilato un atto pubblico al quale apponevano la firma tutti quelli che erano presenti, le autorità e popolo.

Con il tempo le usanze mutarono e l’alberello diventò una robusta quercia alla quale fu affiancato un cerro, in rappresentanza del popolo vetrallese. Dinanzi a queste due piante si svolgeva e si svolge tuttora, la cerimonia dello Sposalizio dell’albero. Con l’andare degli anni e il mutare dei costumi tutto è diventato più semplice e quello che una volta era considerato un importante avvenimento, al quale la sequenza annuale nulla toglieva in entusiasmo e colore, ai nostri tempi ha conquistato il sapore di una formalità burocratica sia pure nel rispetto di una antica tradizione. Recentemente si è cercato di ravvivare la festa con gruppi folkloristici e cavalcata in costume. Sono iniziative belle e di effetto ma ciò che oggi è montatura, artificioso, recitazione, un tempo era realtà vera perchè i nostri antenati vivevano così.

Tratto da:”Vetralla foto di mezzo secolo e curiosità dell’epoca” a cura di F. Mascherucci A. Brescia M. De Cesaris

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