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LE ORIGINI DELLE CANTINE DI VETRALLA

La cantina è il luogo utilizzato da secoli per mantenere le vivande e soprattutto il vino in una economia domestica priva delle possibilità che oggi la moderna tecnologia offre a buon mercato.

La collina sulla quale sorge Vetralla, alle falde del Monte Fogliano, appartenente alla catena orografica dei Monti Camini, è stata abitata pressoché ininterrottamente per più di 2500 anni fino ad oggi e proprio dalle sue cantine è possibile accorgersi di tanto passato.

Nel groviglio di gallerie sotto le case del centro storico e del “Borgo Castello” vi sono casi in cui, gli ampi passaggi in falso piano per lo spostamento delle botti, incontrano piccoli cunicoli etruschi o più spaziosi passaggi medievali confluendo in qualche caso, al fondo di grandi cavità a forma di fiasco, residuo di antiche cisterne adibite alla raccolta di acqua piovana o di “butti”( depositi di rifiuti solidi).

È negli anni successivi al 1500 che viene completato lo scavo vero e proprio delle cantine come oggi lo conosciamo, comprese le cavità grandissime che dall’interno della cinta muraria passa la collina quasi da parte a parte(ve ne sono alcune che coprono una superficie di più di 600 mq con volte alte 5 e 6 metri).

25 anni di Fiori alla Finestra e Cene in Cantina

E’ proprio rispettando la geniale intuizione degli ideatori della festa, in cui la cantina è considerata “Il salotto dei poveri” dove tutto è ridotto all’essenziale, in una atmosfera che lega il presente con il passato, nell’autenticità dell’amicizia e della convivialità, che oggi si è voluto tentare di riportare la festa alle sue origini, riproponendo gli odori e i sapori della tradizione gastronomica Vetrallese di un tempo, attraverso la magia di questi luoghi sotterranei.

Venticinque anni fa in questo periodo fremevamo pensando a quello che sarebbe accaduto di fi a pochi giorni, la festa che quasi per gioco avevamo pensato stava materializzandosi. Quanta fatica per reperire le cantine, ripulirle, trasformarle in luoghi igienici e accoglienti! Passavamo i pomeriggi nei campi a raccogliere cicoria, nei casolari a cercare pollastri e uova “de gallinaro”, a cuocere pastarelle al forno da Olindo o dal Brigante, poi la sera su e giù da via Cassia Sutrina a piazza Vittorio Emanuele per abbellire quelle vie con ciotole di fiori freschi e colorati, e intanto contattavamo le persone, le incitavamo ad imitarci affinché questo paese tornasse a rivivere le cose semplici e dimenticate di un tempo passato, a ritrovare l’orgoglio delle proprie radici, la consapevolezza di appartenere ad una comunità di  cui perpetuare il ricordo.

Il 18 e 19 giugno 1994 nacque “Fiori alla finestra e cene in cantina”, fu un successo, finestre balconi, angoli caratteristici come per magia si colorarono di allegre fioriture e tra i negozianti si scatenò una gara a chi allestiva in maniera più consona al tema della festa e naturalmente più ricca, non di preziosi ma di semplici oggetti ritrovati in soffitta che in qualche modo potessero ricordare il tempo passato, ricordiamo ancora al borgo Gaetano e Re che si contendevano il primo premio per le botteghe.

Nonostante quella sera giocasse la nazionale italiana ai mondiali di calcio i vetrallesi si riversarono nelle cantine dei “compari” Popo, Toto e Meco a mangiare l’acquacotta, la pezzata, le lombriche, le faciole ‘n umido, il conti° ‘n salmi o 1 pollastro col pomidoro, tutto condito con il nostro meraviglioso olio evo.

E intanto nel centro storico si rievocavano i vecchi mestieri con esposizione di attrezzi agricoli e antichi corredi, iniziava la collaborazione con gli Istituti Scolastici, il Museo della Città e del territorio, il Movimento artistico Vetrallese, il Complesso Bandistico Ottavio Pista, gli Sbandieratori Città di Vetralla, la Corale Vetrallese, tutti offrivano con entusiasmo il loro contributo, avevamo convinto persino Elio Sanetti, ad espone i suoi lavori al tornio E così via negli anni la manifestazione sempre sostenuta dall’Amministrazione Comunale, ha preso vigore con crescente consenso e successo di pubblico che ha indotto a portare a due i Fine settimana di festa, ogni volta il programma si arricchiva di attrazioni volte soprattutto alla valorizzazione del ricco patrimonio socio-culturale del nostro territorio e… fu bellissimo nel 2007 quando Gianfranco Paolocci “il Pitolo”, erede dei “Pentolai” una delle più famose famiglie di Pignattai, innamorato e appassionato delle nostre tradizioni a seguito di un accurato e laborioso studio, ha di nuovo spalancato le porte delle antiche fornaci in via dei Pilaci, ha allestito una mostra con gli antichi manufatti in terracotta reperiti nelle case dei vetrallesi, ricordandoci che anche ciò che è più umile può essere prezioso se appartiene alla

nostre radici. Proprio l’anno successivo quelle nostre radici si unirono con quelle della terra di Sardegna e attraverso la collaborazione con “Sarda Domus”riuscimmo a portare a Vetralla l’arcaico rituale dei Mannithones e degli Issohadores, fu un tripudio!!!!

Che dire quando Piero Torrioni trasformò piazza del Duomo in un perfetto campo di calcetto, anche se qualcuno disapprovò, la maggior parte dei vetrallesi lo ricorda con immenso piacere!

E che belle le passeggiate alla scoperta del territorio, quelle diurne accompagnati da Getulio Cenci o Andrea Natali e quelle notturne alla ricerca delle lucciole, ogni volta ieri e oggi ancora ci commuove lo stupore nei volti dei bambini che nel buio assistono a questo fenomeno naturale!!!

Gli anni passavano, il colore dei libretti cambiava ma non le poesie di Franco Pistella che in quell’ambito amavamo citare, noi intenti a cercare di organizzare sempre meglio o perlomeno all’altezza degli anni che precedevano, l’esigenza di far quadrare i conti era ed è il nostro cruccio ricorrente, i cittadini, i commercianti e le associazioni responsabili delle cantine, sempre al nostro fianco per cercare di risolverlo.

Arrivarono gli anni di un apparente declino,forse la stanchezza iniziava a logorare noi e la festa, per fortuna puntuali i ragazzi di Musicalcentro si resero conto che per compensare la carenza di fioriture nel centro storico e per una rinvigorita generale occorreva realizzare qualcosa di straordinario, per incanto via Vecchia divenne un tripudio di colori musica e sapori, una sinergia tra vecchio e nuovo che entusiasmò tutti donandoci ancora forza per continuare.

Oggi i ragazzini che venticinque anni fa si aggiravano tra i tavoli, sono divenuti madri e padri e stanno raccogliendo il testimone di questa festa che ci ha destato tante preoccupazioni ma anche tante soddisfazioni e non avremmo mai creduto che nel 2018 ci saremmo apprestati a rivivere questo stupendo tuffo nel passato.

Pro Loco Vetralla (VT)
Ida Angela Alba Paolo Andrea Paola Brendan Antonio