I TESORI DI FORO CASSIO

VAI ALLA VERSIONE IN INGLESE

Città e strade  romana, sito medioevale, tappa della Via Francigena 

       Nel  sottosuolo della chiesa diroccata  di S.Maria in Forcassi si cela una città d’epoca romana. La prova ne è il terrapieno sul lato sud della chiesa dove sono ammucchiati  pile di copertoni e rifiuti. Non lontano, sul bordo strada, un parcheggio pieno di carovane zingaresche, container  e camion  deturpa ancora di più un paesaggio  che è certamente uno dei più belli del viterbese.  

Prospezioni georadar  fatti dagli archeologi  Johnson, Keay e  Millett della British School of Rome 1) mostrano che il sito di Foro Cassio visibile oggi è  costruito sui resti di una città d’epoca romana completo di  criptoportici di ville,  impianti termali e forse anche un teatro, il tutto contornato da monumenti funebri e una rete di strade lastricate.

 Gli studiosi inglesi  hanno potuto individuare la rotta della Via Cassia antica; un bel tratto della strada è visibile nel giardino (proprietà  Felli) adiacente, e nel  viottolo vicino, si possono vedere i basoli riusati e messi in verticale cosi da  formare un muretto di straordinaria bellezza.

 Più a sud, altri tratti della strada antica sono recentemente affiorati nella zona di Campo Giordano e già si parla di costituire un Parco della Antica Via Cassia.  Non è da  dimenticare il tratto bellissimo dei basoli romani venuti alla luce  nel 1988 nella zona chiamato Strada della Veronica. L’antica strada situata  a un metro di profondità,  è stata scoperta, fotografata e rinterrata per proteggerla, dalla  Sovrintendenza.   Per ammirare simili tratti di strada romana si può andare a Vulci,  ad Efeso in Turchia, sulla Via Appia Antica a Roma o a Pian di Monetto a Montefiascone .

Reperti archeologici risalenti tra il IV secolo a.C. e il II  secolo d.C. provenienti dal sito di Foro Cassio  si possono  trovare nella Chiesa di San Francesco a Vetralla. Capitelli e lastre marmorei sono stati  riusati per decorare la chiesa  e cripta costruita nel medioevo.

L’incuria dei passati proprietari, degli amministratori negli ultimi 20 anni e di quelli che dovrebbero vigilare e proteggere siti di interesse storico  è stata palese. Sintomatica  è una frase infelice pronunciata pubblicamente (in piazza del Comune) da un funzionario della Sovrintendenza: a suo parere la migliore cosa da fare con Foro Cassio era di mettere un po’ di dinamite! Altri amministratori non vedono il perche di tanto chiasso per “un mucchio di sassi”.

La stessa Sovrintendenza ha sostituito  il tetto  ligneo a capriate in castagno datato intorno a 1416 quando era quasi  crollato, con una copertura di lamiera metallica.  La nuova copertura invece di proteggere i resti storici, ha fatto “lavare” le parete con l’acqua piovana. Per assurdo, sono venuti  alla luce una serie  di affreschi che finora non erano visibili.  

Durante i secoli passati  la chiesa di S. Maria di Foro Cassio è stata usata anche come lazzaretto e ogni tanto veniva disinfettata  con una mano di calce viva. Sui vari strati  di bianco venivano dipinti figure di madonne e di santi venuti alla luce per il dilavamento delle pareti come sopra detto.

Malgrado l’opera dei vandali moderni, ci sono ancora  tracce dei due dipinti murali all’interno di Santa Maria in Forcassi: una Madonna in Trono con Bambino e una Crocifissione attribuiti a Masaccio e alla scuola di Lorenzo da Viterbo. Fra le nuove scoperte è una grande crocifissione sulla controfacciata che è stata studiata da Simone Piazza e Carlo Tedeschi 2) che, nonostante secoli di abbandono della chiesa, è ancora leggibile.  La rappresentazione di animali, le figure di San Benedetto e un gruppo di  apostoli completano le opere pittoriche che danno  ulteriore importanza al sito di S. Maria in Forcassi. Insieme a questi temi figurativi da sotto lo scialbo è affiorata la parte finale di un’iscrizione “ Orate pro nobis” che è databile ai primi decenni del XII secolo.  

Negli ultimi anni il Prof. Enrico Guidoni, Elisabetta Perugi,  R. Ricci, Luciano Santella e Daniele Camilli hanno studiato e scritto sulla chiesa e sui dipinti che vi si trova. Tutti sono d’accordo che il sito e i tesori  ancora sottoterra sono una ricchezza senza prezzo che la storia ci sta regalando; una vera  stratificazione delle civiltà che si sono susseguiti prima della scoperta dell’America.  

Negli ultimi anni, ogni  2 giugno, un folto gruppo di persone proveniente  da Vetralla, da altre città vicine e da Roma,  fanno una simbolica camminata attraversando il  territorio di Vetralla  sulle antiche vie (della Veronica , Cassia/Franchigena) fino alla chiesa disastrata di S. Maria in Forcassi.  Sperano che la loro camminata funzioni come una specie di “sveglia!”per gli amministratori della città. Il futuro di Foro Cassio  e tutto quello che contiene  dipende  dall’uso che ne faranno i cittadini e gl’amministratori. Adesso che ingenti  fondi  per il recupero sono stati assegnati dalla Regione Lazio,  la cittadinanza  (di vetrallesi  nati  e quelli nuovi, acquisiti) aspetta un progetto che porti al recupero di questo importante sito. Tutto il mondo ci invidia questa e l’altra  scoperta- il santuario di Demetra-3)   che sono riapparse  dopo secoli  di sonno sottoterra.

Per secoli S. Maria di Forcassi  è stato uno snodo fondamentale- un statio -della Via Francigena, e deve rappresentare anche nel futuro  un volano di sviluppo per il turismo.  Le stratificazioni che nei secoli hanno assunto vari nomi ( Forum Cassii, Foro Cassio,  S. Maria in Forcassi )  sono un tesoro senza prezzo per la comunità del presente e per le future generazioni.    

La figura  del pellegrino,come le migliaia che sono transitati a Foro Cassio nel Medioevo, si può capire meglio leggendo un nuovo libro dedicato a San Pellegrino 4) di Adelaide Trezzini, presidente della Associazione Internazionale della Via Francigena, che offre un primo panorama del culto del San Pellegrino con  saggi di  studiosi italiani, svizzeri e francesi.   Grazie a questi  “santi pellegrini" e altri migliaia di anonimi pellegrini  si sono intrecciati la storia dei luoghi come  Foro Cassio, con quello dell’intero  continente europeo. 

Se in Italia il percorso della Francigena non è ancora decollato come nel caso del Cammino di Santiago di Compostela in Spagna, è soprattutto per la mancanza di strutture ricettive a buon prezzo dislocate a distanze regolari tra le tappe del pellegrinaggio.  Il futuro del sito di S. Maria in Forcassi dovrebbe essere dedicato  a questo tipo di ospitalità com’era la sua antica vocazione. E se i turisti e pellegrini possono ammirare anche una città romana ritornata alla luce, sarebbe un plus valore per la storia dell’umanità, non solo per  Vetralla-Foro Cassio .

1) “ LESSER URBAN SITES IN THE TIBER VALLEY: BACCANAE, FORUM CASSII AND CASTELLUM AMERINUM), Papers of the British School, Rome vol 72, 2004, pp 69-99

2) “Le più antiche pitture di S. Maria di Foro Cassio a Vetralla  XI-XII secolo. Nuove indagini in vista della campagna di restauro”  Informazioni,  Viterbo 2008  pp 27-39)  

3)Vedi La Loggetta no.lug/ago 2006

4) San Pellegrino tra mito e storia I luoghi di culto in Europea , a cura di Adelaide Trezzini,   176 pagine, 160 ill.  Gangemi Editore, 2009  .

 Mary Jane Cryan

www.elegantetruria.com

Facebook page- Elegant Etruria Friends

TORNA ALLA PAGINA DELLE NEWS

ARTICOLO "CREDENZIALI DEL PELLEGRINO"

GALLERY